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In considerazione del periodo elettorale l’Amministrazione comunale, dopo un anno intenso di dibattito e prese di posizione sulla pista ciclabile, aveva deciso di non replicare alle diverse prese di posizione anche comprendendo che la campagna elettorale possa esasperare chi vuole cercare il consenso immediato tramite slogan, luoghi comuni e cavalcare i dubbi dei cittadini in una fase di antipolitica. Tra i tanti problemi che attanagliano la vita dei cittadini (dalla crisi economica alla disoccupazione alle tasse ai suicidi) aver diretto l’attenzione su una pista ciclabile, addirittura chiedendo un referendum o di smantellarla, è veramente curioso. Si contesta un intervento che costituisce una opportunità riconosciuta a livello mondiale come “buona pratica” per migliorare l’ambiente e la salute dei cittadini (anche promuovendo il movimento fisico), anziché affrontare la vera origine dei problemi: le polveri sottili sono prodotte dalla presenza eccessiva di auto, la crisi del commercio dipende da una drammatica crisi economica di sistema. Sinceramente sentire inesattezze e strumentalizzazioni obbliga a fare qualche precisazione. La pista ciclabile, la Rete Urbana Ciclabile di 3.337 m(+ 1.080 m ciclopedonali), è un’opera pubblica finanziata per due terzi dal Ministero dell’Ambiente del Governo Berlusconi, deliberata più volte dalla Giunta, i lavori sono stati già appalti e sono in fase di realizzazione anche per mettere in sicurezza il percorso. Addirittura si è polemizzato anche sui cordoli di 50 cm, previsti dal codice della strada, che servono proprio per quella sicurezza che tanto viene invocata: la protezione dei ciclisti è stata anche l’oggetto della manifestazione “Salvaciclisti. Città a misura di bicicletta” che si è tenuta ieri a Roma. Rispetto a questa manifestazione il sindaco Alemanno ha dichiarato: "La Capitale è da sempre impegnata nel promuovere la mobilità sostenibile e il mondo della bicicletta rappresenta un tassello fondamentale di questo importante progetto. Un contributo fondamentale per mostrare il senso civico che anima i romani. È con questo spirito che Roma Capitale autorizza la manifestazione". L’Amministrazione comunale ha denominato il progetto “Tolentino Metrobike” come se si trattasse di una sorta di metropolitana con tratti che collegano punti importanti della città: il centro, la stazione, i parchi, l’ospedale, un istituto comprensivo, la nuova multisala cinematografica, il parco commerciale (dove già esiste una pista ciclabile), le strutture sportive. Sono in corso i lavori, con altri fondi, per una prima sistemazione della “via degli orti” che sarà anche ciclo-pedonale e in zona Foro Boario. Il Viale Matteotti è stato momentaneamente stralciato in quanto dovrà essere consolidato e ristrutturato completamente. Nella nuova zona Pace è prevista una pista ciclabile che si raccorderà tramite il viadotto Berlinguer. In futuro si dovrà collegare il centro commerciale “La Rancia” e proseguire verso il Castello della Rancia e completare il tratto extraurbano fino al Lago delle Grazie. La Stazione Ferroviaria è un nodo di scambio dove è stato attivato un parcheggio di scambio (che verrà ulteriormente ampliato) e installata un colonnina per la ricarica di bici, motorini ed auto elettriche. Tutto ciò per evidenziare che si tratta di una rete ciclabile ben articolata, ma soprattutto si tratta di una rete che si colloca nel più ambizioso progetto della “mobilità sostenibile”: oggi in tutte le città d’Italia e d’Europa (di destra e di sinistra) stanno investendo fondi su piste ciclabili urbane, parcheggi per biciclette, parcheggi di scambio, bike sharing, maggior utilizzo del trasporto pubblico, car pooling (auto in condivisione), piani di spostamento casa-lavoro, ecc. Ma la cosa più importante è quella che riguarda una idea nuova di città dove si possa andare a piedi, in bicicletta, con i mezzi pubblici per tutelare l’ambiente, la salute, i legami sociali, risparmiare carburanti di origine fossile, risparmiare soldi e favorire le attività commerciali attraverso una riappropriazione della città da parte dei cittadini. Si tratta di una questione culturale, di modificare abitudini e stili di vita: si sta realizzando una "infrastruttura culturale" e non solo una "infrastruttura tecnica" (la pista ciclabile). Come ricorda Augé: “La bicicletta diventa il simbolo di un futuro ecologico per la città di domani e di un’utopia urbana in grado di riconciliare la società con se stessa”. E’ questo che stiamo cercando di fare per il “bene comune” nella nostra città.
Comunicato Stampa
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