|
Continua con successo, a Tolentino la 25° edizione della Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte. Le due mostre allestite a Palazzo Sangallo, nella centralissima piazza della Libertà ed al Castello della Rancia, dove gli storici saloni ospitano la personale dell’artista Regine Schmidt-Morsbach sono, o0gni giorno, visitate da molte persone che entrano così in contatto con il tema scelto scelto per la manifestazione di quest'anno dal direttore artistico Maurizio Costanzo ci riporta all'infanzia "I bambini ci guardano (...e ridono di noi)". Nata nel 1961 come "Biennale della Caricatura" per iniziativa del medico e caricaturista tolentinate Luigi Mari, la rassegna in questo mezzo secolo ha visto la partecipazione di esponenti autorevoli della cultura e dell'arte: da Fellini a Folon, Mino Maccari, Nino Za, Cesare Zavattini, Mordillo, Forattini, Altan, Remo Brindisi, Federico Zeri fino a Patch Adams solo per citarne alcuni.
Nella città di Tolentino, ironia e umorismo sembrano davvero essere di casa, perfino nei suoi monumenti. Basta dare un'occhiata, nella Basilica di San Nicola, al Cappellone - uno dei più interessanti esempi della pittura del ‘300, tappa obbligata per chi si reca a Tolentino - per scorgere tra le figure rappresentate a sorpresa, qua e là, un viso rubicondo che strizza l'occhio o fa sberleffi. Così pure negli affreschi del bellissimo chiostro, quella tenda che cade sbilenca appare davvero insolita nella spiritualità del luogo. Da segnalare poi il faccione della Torre degli orologi che segna le fasi lunari e sembra sorridere sornione ad ogni visitatore. A rappresentare però un vero e proprio gioiello d’arte, umorismo e ironia è il Museo internazionale della caricatura, il più antico del genere in Italia e nel mondo che vale da solo una visita a Tolentino. Il Museo conserva libri, giornali, cataloghi, documenti storici e oltre 4.000 opere originali - incisioni, disegni, pitture, sculture, stampe d'epoca - dei più celebrati maestri della caricatura e dell'umorismo di ogni tempo: Leonardo, Agostino Carracci, Daumier, Caran d'Ache, Gulbransson, Galantara, Scarpelli, Dudovich, Tirelli, Pannaggi, Maccari, Attalo, Garretto, Onorato, Sempè, Topor, Nino Za, Longanesi, Searle, Levine, Jacovitti, Mordillo, Sciammarella, Bruna, Superbi, Kosobukin, Zlatkowskj, Fellini, Forattini, Altan, Folon... Ispirato alla “Civiltà del Sorriso”, il museo è riconosciuto come punto di riferimento per studiosi e appassionati e, grazie all'ampia raccolta di opere, offre al visitatore un interessante e godibile percorso nelle diverse "scuole e culture internazionali”. Un vero e proprio viaggio nell'arte umoristica mondiale, che ci porta a riflettere su come sia cambiato nel tempo il nostro modo di sorridere e insieme a scoprire “l'ironia degli altri", talvolta così diversa da paese a paese.
Certo – si potrebbe obiettare – non vi è molto da stare allegri di questi tempi. Sulle proprietà terapeutiche del sorriso però non vi sono dubbi. Una risata non riuscirà a seppellire la crisi, ma un po' di sana ironia e di prezioso umorismo ci potrebbero tornare utili per affrontare questo 2009, l'anno più difficile dell'ultimo cinquantennio. Ironia e sorriso non danno la felicità, ma aiutano a sdrammatizzare ed anche a riflettere. E come sosteneva un illustre poeta di queste parti, Giacomo Leopardi, che certo non brillava per buonumore, "Chi ha il coraggio di ridere è il padrone del Mondo" e in tempi di crisi globale chissà che non ci porti fortuna.
Comunicato Stampa
Torna all'elenco delle news>>>
|