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Diamo diffusione di un comunicato stampa del Comandante della Polizia Municipale di Tolentino Dott.ssa Maria Cristina Ascolani.
In merito ai recenti articoli aventi ad oggetto l’esito di ricorsi presentati al Giudice di Pace avverso verbali di accertamento di infrazioni ai limiti di velocità della Polizia Municipale di Tolentino, ritengo doveroso chiarire alcuni aspetti di natura tecnica concernenti gli accertamenti eseguiti che il cittadino ha diritto di conoscere per poter correttamente valutare i fatti. L’iter seguito negli accertamenti delle infrazioni ai limiti di velocità, comprovato dai documenti in possesso della P.A. e depositati al Giudice di Pace, si può così riassumere. Il controllo sul rispetto dei limiti di velocità è stato effettuato mediante apparecchiatura noleggiata e debitamente omologata chiamata Velomatic 512, con la presenza di un operatore di polizia municipale e un incaricato della ditta con la quale è stato sottoscritto il contratto di noleggio. All’atto del controllo venivano apposti lungo la strada interessata cartelli temporanei che informavano gli utenti del controllo elettronico della velocità. La ditta privata curava materialmente l’immissione nel sistema informatico di ogni dato relativo all’accertamento, compresa la digitalizzazione delle immagini del negativo fotografico. Il Comando di Polizia Municipale verificava il tutto, validava gli accertamenti se ritenuti regolari, provvedeva alla firma in digitale del verbale. Il verbale così prodotto con sistema informatizzato, contenente l’indicazione del nominativo dell’operatore di polizia municipale presente all’accertamento in strada e firmato in digitale da un verbalizzante appartenente al Comando di Polizia Municipale, veniva stampato dalla ditta privata, imbustato e notificato a mezzo Poste Italiane. Questi i fatti. Assolutamente falsa è l’affermazione che i verbali fossero firmati da privati. Sono state estrapolate dalle sentenze frasi ed affermazioni che lette nel contesto assumono un significato diverso e articolato. La decisione di sospendere il servizio del controllo elettronico della velocità così come impostato, risalente al mese di novembre 2007, è conseguenza di valutazioni personali, collegate sia con problematiche di carattere gestionale sia con l’immagine che ritengo la Polizia Municipale debba garantire. Penso in particolare che nell’attuale situazione la Polizia Municipale debba procedere al controllo dei limiti di velocità non solo in modo giuridicamente corretto – come d’obbligo - ma anche e soprattutto in modo tale da non ingenerare nemmeno lontanamente il dubbio che il servizio venga effettuato con finalità diverse dalla tutela della sicurezza sulle strade. L’obiettivo della tutela della sicurezza stradale realizzato tramite il supporto giuridicamente ammesso di una ditta privata può far sorgere tale dubbio, fondato o infondato che sia. Sebbene ritengo che la maggior parte delle motivazioni dei ricorsi presentati siano semplicemente pretestuose, alla luce dei problemi gestionali vissuti, ho reputato più fruttuoso eliminare alla base il problema, nella prospettiva di riprendere il controllo elettronico della velocità con strumenti e modalità diverse. Non esprimo in questa sede le mie valutazioni sulle motivazioni delle decisioni del giudice. Sarebbero noiose per i più e rivolte ad una limitata cerchia di tecnici. Voglio esprimere invece un auspicio. L’augurio che la sicurezza sulle strade si raggiunga con l’umiltà di ciascuno di noi nel riconoscere con i fatti la pericolosità del proprio comportamento quando non si rispettano i limiti di velocità, le distanze di sicurezza o si guida sotto l’influenza di sostanze alcoliche o stupefacenti.
Comunicato stampa
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