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Marco Di Pasquale presenta il romanzo “Digiunare, divorare” della scrittrice indiana Anita Desai
Mercoledì 12 Marzo 2008, alle ore 18.30, con ingresso libero, nelle sale della Biblioteca Comunale Filelfica si terrà il terzo appuntamento del laboratorio di lettura critica “I libri per l’isola deserta – Abbracci di culture”, promosso, con il contributo ed il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Tolentino, dall’Associazione culturale “Licenze poetiche”. In questa occasione si avrà modo di esprimere e condividere le esperienze di lettura e le riflessioni critiche stimolate dal romanzo “Digiunare, divorare” della narratrice indiana (ma di madre tedesca) Anita Desai, celeberrima in patria e in Europa per il suo impegno e la sua voce di intellettuale intransigente. Anita Desai dimostra con questa opera tutta la sua maestria nel raccontare storie che a noi sembrano lontanissime, ed invece hanno un fondo di verità che le rende universali. Ovunque dolenti. Il libro ha una dedica: “A coloro dei quali ho narrato la storia”. Paiono solo delle parole di cortesia, che magari possono essere lette di sfuggita, all'inizio del libro. Ed invece sono il baratro che ci scaraventa nella consapevolezza della realtà, che quelle persone di cui leggiamo la vita, le storie, sono esistite o esistono, e i loro dolori, le loro sconfitte, la loro ignavia, sono tragedia concreta e non il parto di una fervida fantasia. Il libro racconta la storia di una famiglia agiata di una piccola cittadina di provincia, in India. Padre, madre, tre figli. E la piccola grande corte di persone, parenti, servitori e conoscenti che attorno a questo nucleo gravitano, ora come motore, ora come satellite. Non sono storie belle, né divertenti. L'ignavia domina nelle afose stanze della famiglia delle sorelle Uma e Aruna e del loro fratello Arun. E' una catena di consuetudini millenarie, di doveri ancestrali, che avvolge come un sudario, e soffoca ogni velleità. Uma è diversa dagli altri, poco intelligente e goffa, non bella, incapace di essere protagonista di un matrimonio, anche se combinato e pagato a caro prezzo dai suoi genitori. Aruna, invece, più graziosa e intelligente riesce a realizzare un buon matrimonio che la cambierà, facendola diventare arida. Il loro fratello Arun, che si trasferisce in America per studiare, porterà con sé le sue catene, e sarà il testimone di una nuova realtà, quella di una famiglia media americana dei sobborghi, con le sue sconfitte, diverse da quelle delle famiglie indiane, ma egualmente devastanti. Uma, rimasta a casa come figlia zitella e quindi incaricata di accudire e servire i suoi genitori, benestanti, capricciosi e incantati di passato, è la coscienza protagonista della prima parte del racconto. I suoi occhi vedono, scrutano, non capiscono. Piangono. Piangono l'ingiustizia appena percepita e poi subita. Piangono la morte sacrificale – e dannatamente, struggentemente vera e attuale, anche nel nostro idolatrato ventunesimo secolo - di Anamika, cugina bellissima e intelligentissima, vittima prima della 'tradizione' che le impedisce di andare ad Oxford, poi della sua suocera aguzzina, che dopo averle divorato venticinque anni di vita, trattandola peggio di una schiava, la cosparge di kerosene e le dà fuoco, per permettere al figlio di sposare una donna nuova, di ottenere una nuova cospicua dote. Per poter avere una nuova schiava. E questa non è invenzione, è realtà. Hanno tante lacrime da versare gli occhi di Uma. La mancanza di speranza, la piatta e vuota consuetudine che ammorba tanti popoli, da un capo all'altro degli oceani, in ogni terra dalla più avanzata alla più arretrata. In America Arun è stolido testimone della decadenza di una famiglia americana e della sua civiltà. In India, Uma assiste al consolidamento continuo della tradizione più nefasta ed esiziale. I partecipanti al laboratorio sono coordinati nelle loro attività di ricerca ed approfondimento da Marco Di Pasquale. Info points: Ufficio Cultura Comune di Tolentino 0733.901326 - Biblioteca Filelfica 0733.968670 Licenze Poetiche 349.5753241 – www.marcodipasquale.wordpress.com – mdp76@email.it
Comunicato stampa
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