|
|
Torna a San Severino, dopo quasi tre lustri, il “Paliotto” del Duomo vecchio attribuito a Cipriano Divini (XVII secolo). L’opera – un olio su cuoio di notevoli dimensioni (230 centimetri di base per 130 centimetri di altezza) – è stata completamente restaurata dalla Sovrintendenza di Urbino ed è ora custodita nella Pinacoteca comunale “Tacchi Venturi”. Per la città il ritorno di questo prezioso dipinto rappresenta un vero e proprio evento, tant’è che l’assessore allo Sviluppo culturale, Alessandra Aronne, ha deciso di promuovere l’ingresso gratuito in Pinacoteca ai visitatori da sabato 8 marzo fino a domenica 16 marzo, dalle ore 9 alle ore 13 (tranne il lunedì), per permettere a tutti di ammirarne la bellezza e conoscerne la storia. L’iniziativa – in questo fine settimana (8-9 marzo) – si estende anche al Museo archeologico con ingresso libero a tutte le donne in occasione della Festa dell’8 marzo. L’opera di Cipriano Divini raffigura il trasporto del corpo del santo Severino dall’antica Septempeda al Monte Nero. La Sovrintendenza per i Beni artistici e storici delle Marche lo ha prelevato dal Duomo vecchio, al Castello, dove originariamente si trovava e aveva una funzione di reliquiario. Infatti, ed è anche questo un aspetto molto particolare da osservare, il lato posteriore del sarcofago raffigurato al centro dell’opera si apre a sportello attraverso cerniera e pomello. Alle spalle del “Paliotto” (che, per definizione, è un paramento che copre la parte anteriore dell’altare e può essere in stoffa, legno, marmo, avorio oppure come in questo caso di cuoio), evidentemente, erano conservate le spoglie del patrono della città, san Severino vescovo. Nella parte sinistra del dipinto si vedono delle donne inginocchiate con bambini in preghiera, ammantate da vesti rosso porpora; al centro invece è dipinto il carro tirato da due tori sul quale vi è il sarcofago decorato in oro con le storie di san Severino vescovo e l’orso nel bosco. A destra c’è un gruppo di prelati in primo piano con i ceri accesi, mentre in fondo una processione di fedeli si snoda a serpentina. Infine, in cielo quattro angeli sorreggono la mitra e il pastorale e sullo sfondo è raffigurato un castello in cima a un colle.
Comunicato stampa
Torna all'elenco delle news>>>
|