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CIVITANOVA., mercoledì 21 marzo 2007
RICORDATO L’AMATO DON LINO, PRETE PROIETTATO NEL FUTURO

“Rinunciò ad una sua famiglia perché sentiva di dover essere padre affettuoso di tanta gente, come poi effettivamente è stato; e se oggi lo ricordiamo è perché egli vive vicino ad ognuno di noi ed a quanti hanno avuto la gioia di conoscerlo“. Così l’arcivescovo emerito, mons. Cleto Bellucci, ha ricordato Don Lino Ramini nel corso del convegno che la Fondazione a lui intitolata ha organizzato a Civitanova Marche, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Macerata, ad una anno dalla scomparsa dell’ex cappellano della “Cecchetti” (dal 1955 al 1970), nonché parroco a Civitanova Alta ed al “Cristo Re”, rimasto nel cuore di tanti civitanovesi.
Nel cineteatro “Cecchetti” l’opera di mons. Ramini è stata testimoniata dal don Vinicio Albanesi, già amico personale e oggi presidente della Fondazione; dall’assessore comunale Massimo Mobili, che ha ricordato l’umanità di Don Lino e il “ponte” di solidarietà da lui aperto tra Civitanova e i poveri dell’Uganda; dal presidente della Provincia, Giulio Silenzi, per il quale la “grandezza” di Don Lino “sta nell’aver vissuto sempre il proprio presente nella visione del futuro”. Don Ramini, ha ricordato Silenzi, “è stato un riformista nel senso più ampio, riuscendo ad anticipare i tempi; ha avuto una visione ampia delle cose e delle società, a cominciare dai rapporti stretti con il mondo operaio; ha compreso prima di molti altri la complessità del mondo giovanile, ha dato impulso al settore della cooperazione. Tutte cose che oggi potrebbero sembrare scontate, ma che tra gli anni ’50 e ’70 non lo erano”.
Un periodo storico, quello del cosiddetto “miracolo economico italiano”, che ha segnato anche la storia delle Chiesa. Lo ha sottolineato nella sua ampia riflessione mons.Gianni Ambrosio, assistente ecclesiastico dell’Università Cattolica, per il quale Don Lino Ramini è stato un “tassello importante nella storia ecclesiale italiana”.
Più personale il profilo tracciato da Don Vinicio, che con la Fondazione intende portare avanti sia il “don Lino pensiero”, che le sue azioni accanto ai giovani ed ai bisognosi di aiuto. “Pur rimanendo un sacerdote sempre molto ortodosso, don Lino – ha ricordato – era continuamente proiettato nel domani. Per tutti è stato un esempio limpido di prete: sempre solare, non conosceva il significato della parola ‘rancore’ e, per avendo contribuito al benessere di molti, non ha mai trattenuto nulla per sé”.
La tanta gente che gremiva il cineteatro di Civitanova ha potuto anche ascoltare le parole di don Lino e godere del suo “sorriro”. Durante il convegno sono stati proiettati due dvd. Uno con un ampio stralcio dell’intervista rilasciata pochi mesi prima di morire a Giorgio Cingolano e a Pierluigi Cavalieri per la ricerca storico-documentaria realizzata dalla provincia di Macerata sulla storia delle Officine meccaniche Cecchetti; l’altro, dal titolo “Ricordi” - curato di Armando Ancillari – con numerose immagini di don Luigi Ramini che vanno dal periodo del seminario fino al giorno del suo funerale.


Comunicato Stampa

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