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Macerata, martedì 21 marzo 2006
GIORNATA NAZIONALE PER UN’INFORMAZIONE DI PACE.

L’informazione è uno strumento essenziale per far crescere la “Cultura della Pace” e quindi contribuire a far cessare i conflitti, oltre a non far sorgere altre occasioni di guerra. Del ruolo dell’informazione a favore della Pace si è parlato nella sala consiliare della Provincia, a Macerata, in una delle diciotto iniziative che si sono svolte contemporaneamente nella nostra regione nel corso della “Giornata nazionale per un’informazione e una comunicazione di Pace”. L’incontro è stato organizzato congiuntamente dalla Provincia e dal Comune di Macerata e l’assessore provinciale Clara Maccari con il vice sindaco Lorenzo Marconi hanno coordinato i lavori a cui, oltre a rappresentanti degli organi d’informazione, hanno partecipato esponenti del mondo associativo, scolastico, sindacale.
L’iniziativa maceratese è stata un momento di riflessione, ma anche un’occasione di contatto diretto tra associazioni e movimenti che lavorano per la Pace e operatori dell’informazione. Delle necessità di un rapporto più stretto tra enti locali, associazioni, scuole e organi di stampa sui temi della Pace ha parlato Alfonso Toschi, capo servizio delle redazione maceratese del quotidiano Il Messaggero, che ha proposto un coordiamento di tutti coloro che si occupano di favorire una “Cultura della Pace” affinché la loro voce arrivi in modo più organico ed incisivo ai mass-media e questi possano avere una fonte sempre pronta su cui contare per un lavoro sistematico ed in grado di dare il giusto risalto alle varie iniziative che si svolgono sul territorio.
Giuseppe Porzi, giornalista del Corriere Adriatico ha ricordato il “sacrificio” di tanti giornalisti che perdono la vita per dare la necessaria informazione sulle guerre ed i conflitti che insanguinano tante parti del mondo. Solo negli ultimi quattro anni, ha ricordato Porzi, il numero dei giornalisti morti è salito da 24 del 24 del 2002 ai 63 del 2005. Raccontare la guerra – ha detto il giornalista del Corriere Adriatico – rappresenta anche un servizio alla Pace; più si utilizzano strumenti d’informazione, più si portano a conoscenza del mondo le tragedia che vivono le popolazioni che soffrono a causa dei conflitti, più si porta il lettore e l’ascoltatore a riflettere sull’importanza e sui valori della Pace.
Tra i relatori anche Maurizio Blasi, giornalista della Rai, intervenuto a nome dell’Usigrai, il quale ha sottolineato come – dalla sua esperienza – il mondo della scuola sia oggi il terreno più fertile per far crescere una coscienza critica sui valori della fratellanza e della concordia tra i Popoli. Secondo Blasi oggi internet può essere un grande “alleato” e la capacità dei giovani di dialogare anche con i moderni strumenti informatici potrebbe far nascere una grande “forum” permanente sulla Pace in cui non esistano confini geografici. Il rappresentante dell’Usigrai ha annunciato che nelle prossime settimane la Rai aprirà per la prima volta una propria sede a Nairobi, da cui potranno arrivare in Italia informazioni sulla tante “guerre dimenticate” che da anni stanno martoriando le popolazioni dell’ “Africa Nera”.


Comunicato Stampa

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