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In qualità di “sola” rappresentante Donna nella Giunta Cittadina è con piacere che, a nome del Sindaco, del Presidente del Consiglio e dei colleghi Assessori, formulo un “pensiero da Donna a Donna”, una sorta di “mimosa virtuale” che trae spunto dall’8 Marzo per diventare momento di riflessione. Un attimo di tempo, del nostro tempo che “non basta mai”, per osservarci, provando a guardarci dentro ma, nel contempo, a vederci proiettate “al di fuori”, inserite nel mondo e nelle infinite possibilità che potrebbe offrire, parte di quello “spazio” che talvolta tendiamo a restringere, a castigare in tutta una serie di nicchie, di “cucce” che, anche se possono “star strette” hanno pur sempre il pregio di tranquillizzare, di garantire un rifugio dopo le “tempeste” che attraversiamo ogni giorno! Un attimo per pensare se la nostra vita “ci sta bene”, se ancora abbiamo degli obiettivi o se, magari, prese dal quotidiano, ci ritroviamo a percorrere strade che non ricordiamo nemmeno più perché sono state intraprese, rischiando di andare avanti alla cieca, immerse nei tanti impegni senza impegnarsi davvero, senza riuscire a dare un senso alle nostre fatiche. Le Donne sanno pensare a “360°”, con sguardo d’insieme senza dimenticare il particolare, mantenendo quella concretezza che è necessaria per “fare sul serio”, abituate come siamo a non poterci concedere il lusso di dedicarci esclusivamente ad un unico impegno per volta, magari immerse in qualcosa di importante con una parte di noi riservata al “cosa preparo per cena” e al “devo ricordarmi di…”. È difficile aggiungere impegno all’impegno, ma se questo “ulteriore” è motivato e, soprattutto, condiviso, diventa meno pesante e potrebbe anche essere fonte di insperata soddisfazione. Credo sia veramente tempo di lavorare insieme per una migliore qualità della vita, prendere finalmente atto che la maggioranza della gente (Donne e Giovani) spesso non si riconosce nei tempi e nel linguaggio della politica e, più in generale, nelle regole e nelle (ahimè!) “sregolatezze” della nostra Società, che ha proprio bisogno del femminile “buon senso” (che potrebbe anche rappresentare -why not?!- la scommessa su cui puntare per dare una svolta alla politica e, con essa, al modo di impegnarsi istituzionalmente nella guida della Società). Serve chiarezza e trasparenza nel linguaggio della comunicazione, servono azioni non solo “politically correct”, ma soprattutto concrete, serve attenzione e serietà nell’individuare le priorità degli interventi da porre in essere, priorità definite democraticamente e secondo regole che siano “morali” oltre che corrispondenti a criteri di “generale” opportunità economica. Per la Festa della Donna vorrei augurare a me stessa ed alle mie “Colleghe” di riuscire a trovare il giusto “impegno ulteriore”, nel settore più adatto a ciascuna di Noi, per trarne la massima soddisfazione e contribuire a creare una Società più giusta e “civile”. Per dirla con Michelle Bachelet (il cui Governo ha il 50% di Ministri “rosa”!): ”Se una Donna entra in politica è la Donna a cambiare, se tante Donne entrano in politica è la politica a cambiare”!
Comunicato Stampa
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