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Un progetto che prevede la coltivazione di sedici prodotti ortofrutticoli in maniera sperimentale è stato presentato a Piediripa, nella sala conferenze della Provincia, nel corso di un incontro promosso dall’assessorato provinciale all’Agricoltura in collaborazione con il Centro studi e ricerche agricoltura di Pollenza. A illustrare le caratteristiche del progetto è stato il professor Alessandro Gentili, coordinatore dell’iniziativa, il quale ha spiegato, in particolare, come le metodiche naturali di coltivazione – attuate in un vasto appezzamento di terra, nei pressi dei Rotelli, in territorio di Pollenza – siano finalizzate proprio alla produzione di ortaggi e frutta ad alta capacità antiossidante. Le tecniche usate, intervenendo sia sul terreno (senza l’uso di concimi) sia sulle piante, permettono infatti ai ricercatori del Centro di esaltare le già elevate capacità antiossidanti che i sedici vegetali individuati hanno nei confronti dell’organismo umano. Stiamo parlando di asparagi, carciofi, fragole, cavolo cappuccino, cavolfiore, cicoria, melone, pomodori, peperone, aglio, cipolla, lattuga, melanzana, radicchio, rucola, cicoria tipo “catalogna”. Il progetto prevede una sperimentazione triennale di questo “metodo naturale” di coltivazione e l’obiettivo finale, cui si cerca di giungere, è quello di individuare un vero e proprio disciplinare che stabilisca le regole da applicare alla produzione degli alimenti cosiddetti “funzionali”, cioè dallo spiccato potere antiossidante. All’incontro di presentazione del progetto “Ortosano” sono intervenuti anche il presidente della Provincia, Giulio Silenzi, e l’assessore provinciale all’Agricoltura, Luigi Carlocchia. Inoltre, prima dell’assaggio di alcuni di questi prodotti coltivati nel Centro di Pollenza, si è aperto un interessante e articolato dibattito, cui hanno partecipato numerosi esperti di settore, amministratori locali e consiglieri provinciali. Nel suo intervento, il presidente Silenzi ha ricordato quanto sia importante diffondere una corretta educazione alimentare, a cominciare dalla scuole, e quanto sia necessario sostenere un’agricoltura di qualità e le produzioni tipiche locali. “La Provincia lo sta facendo – ha detto il presidente – con ferma convinzione perché crede che saranno proprio le tipicità agroalimentari a fare la differenza sul mercato e a salvare dalla crisi il nostro settore agricolo”.
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