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La Polizia provinciale di Macerata, in collaborazione con l’Arpam, ha posto sotto sequestro l’impianto di produzione di concimi organici compostati derivanti dalla trasformazione di rifiuti (deiezioni animali) di un’azienda in località Rocchetta di San Severino Marche. Il provvedimento, attuato in esecuzione di un decreto del Gip del Tribunale di Camerino, è il primo che viene effettuato a seguito delle segnalazioni inoltrate alle Procure della Repubblica dalla stessa Polizia provinciale dopo i controlli che nelle ultime settimane hanno interessato tutti gli stabilimenti per la produzione del compost presenti nel territorio della provincia. Controlli che fecero riscontrare irregolarità nella gestione degli impianti ispezionati. In due casi erano state rilevate consistenti presenze di metalli pesanti e salmonella nelle materie prime usate e nel prodotto finito, tanto da dover rendere necessaria la segnalazione alle autorità sanitarie e giudiziarie. L’esito degli accertamenti ha visto il tempestivo intervento dell’Assessore alle Politiche del Territorio della Provincia di Macerata, Stefano Leopardi, il quale ha costituito con i Comuni interessati e l’Arpam, responsabile delle analisi, un tavolo tecnico per definire le linee d’azione a tutela dell’ambiente e, soprattutto, della salute umana. “Il compost – evidenzia l’assessore Leoperdi – è un fertilizzante ricavato dai rifiuti organici destinato all’agricoltura e quindi entra nel ciclo alimentare. Se prodotto correttamente con criteri di qualità e sicurezza, esso è un vero concime ecologico che offre varie opportunità all’agricoltura. Invece ci troviamo nella situazione che questa lavorazione è troppo spesso considerata solo un’occasione di irresponsabile smaltimento di rifiuti. E’ necessario – sottolinea l’assessore – far rispettare in pieno le normative perché il quadro complessivo della questione è allarmante. Controlli e monitoraggi proseguiranno in modo serrato per impedire il ripetersi di fatti come quelli accertati”.
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