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La Comunità montana zona H – capofila dell’Ambito sociale XVII (diretto dal coordinatore Valerio Valeriani) – è in prima fila nella lotta contro le tossicodipendenze. “Il nostro ente è costituito da 9 centri, di cui 4 di media grandezza e gli altri molto più piccoli – ricorda l’assessore ai Servizi sociali, Pietro Cruciani – con un territorio montano vasto, a bassa densità di popolazione e con pochi servizi. In questi ultimi anni si è attivato per la creazione di numerosi servizi nell’area del sociale. L’obiettivo principale, specie dopo il sisma del ‘97, è stato quello di migliorare il più possibile la qualità della vita dei soggetti destinatari”. Ci si è accorti che veniva trascurata, in particolare, la fascia dei più giovani e degli adolescenti, con i loro disagi e le emarginazioni in un territorio che spesso non offre prospettive immediate di inserimento lavorativo e di realizzazione dei propri desideri, delle speranze, della sfera affettiva e di svago. “Nella nostra Comunità montana esistono due centri giovanili – precisa Cruciani – a San Severino e a Castelraimondo, che finora hanno prodotto buoni risultati. Il problema più sentito, oltre all’alcoolismo, è quello dalle tossicodipendenze. Anche nei centri minori il fenomeno-droga sta emergendo, tanto che è stato proposto il progetto ‘Prevenzione delle tossicodipendenze’, di cui sono stati i maggiori sostenitori i sindaci dei piccoli Comuni”. La Comunità terapeutica di Berta e la Croce Bianca, dirette da padre Igino Ciabattoni, operano da lungo tempo con successo sul territorio per aiutare i tanti giovani in difficoltà. “Assieme al dr. Massimo Mari, responsabile del Sert dell’Asl 10 – riprende l’assessore comunitario –, è stato ideato un progetto che non ha l’ambizione di risolvere i numerosi problemi del mondo delle ‘dipendenze’, ma che si spera possa essere di valido aiuto sia per chi ha avuto la sventura di cadere nella rete della droga, sia per le famiglie coinvolte”. Dalla droga ai pazienti psichiatrici. “E’ stato realizzato di recente un altro progetto rivolto soprattutto ai ragazzi con turbe psichiche e alle loro famiglie, di cui si possono facilmente intuire i disagi, denominato ‘Centro di sollievo’, realizzato coi fondi della Legge 11, grazie ai cofinanziamenti delle Comunità montane e dei Comuni e in collaborazione con l’ente montano di Camerino e l’Asl 10”. La speranza è che il governo nazionale e regionale mantenga gli impegni presi e non riduca i finanziamenti a favore del Welfare, “altrimenti – conclude Pietro Cruciani – molti servizi finora erogati potrebbero subire un pesante ridimensionamento fino addirittura alla cessazione degli stessi”.
Comunicato stampa
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